Impostor syndrome, quando il tuo peggiore nemico sei te stesso

La sindrome dell’impostore o Impostor syndrome è una condizione psicologica che può affliggere chiunque, dal tuo vicino di scrivania all’attore più rinomato e famoso, fino a te stesso.

 

Ma cos’è esattamente la Impostor syndrome e soprattutto, come si può tenere sotto controllo?

Termine originariamente coniato nel 1978 dagli psicologi Pauline Rose Clance e Suzanne Imes il termine “sindrome dell’impostore” descrive i sintomi che includono l’incapacità di interiorizzare i risultati e la paura di essere considerati un falso, un impostore, qualcuno che non merita il ruolo, le competenze, lo stipendio che ha e molto altro.

I fattori comuni di questa sindrome sono l’insicurezza cronica, la paura di fallire, l’inadeguatezza, la credenza che il successo sia solo questione di fortuna o di “trovarsi al posto giusto nel momento giusto”.

Se non affronti questo fenomeno, sentirti un impostore può impedirti di raggiungere obiettivi ambiziosi. La Impostor syndrome può anche farti sentire meno sicuro di te stesso, portandoti a procrastinare o a sovraccaricare il tuo lavoro pensando che lo stesso non sia mai sufficiente.

Inoltre la sindrome dell’impostore ti blocca e rallenta quando è il momento di inseguire nuove sfide e opportunità…

Ecco perché devi combatterla con tutte le tue forze.

 

Impostor syndrome, come combatterla? 7 alleati pe te!

Impostor syndrome
Impostor syndrome

Non nasconderla.

Celarla o far finta di niente non é la soluzione. Se la impostor syndrome é presente, riconoscila e considerala nel momento in cui fai (o non fai) una scelta.

Quello che puoi fare é cercare di vedere la situazione dall’esterno. Fai un passo indietro, indossa i panni dello spettatore ed analizza in maniera imparziale la situazione.

 

Fermala!

Ferma il boicottatore facendoti aiutare da una strategia in vari step:

  1. trova delle affermazioni positive che controbilancino l’azione nemica
  2. crea una “frase di avvio”, un affermazione che in poche parole e pochi attimi sintetizzi la tua volontà di agire.
  3. se vuoi, cerca di collegare “metaforicamente” questa affermazione ad un oggetto fisico o azione. Vederlo davanti a te o compiere il gesto ti aiuterà di entrare nella parte (ricordi le Power Poses di Amy Cuddy?)

 

Separa l’umiltà dalla paura.

Essere umili, gentili e aperti è ok. Essere paurosi, timorosi o farsi mettere i piedi in testa no.

Separa in maniera netta i tuoi atteggiamenti dalle tue sensazioni, credi in te stesso e sii sempe coerente.

La gentilezza non è una debolezza.

 

Tieni un foglio di vanto.

Non sai cosa sia? Eccone una ottima descrizione:

“Un foglio di vanto è molto simile al curriculum di uno studente: mette in evidenza i tuoi risultati, le esperienze chiave, le capacità di leadership e le attività collaterali eseguite durante il periodo scolastico.”.

In breve, “è una guida di riferimento rapido con tutti i dettagli e i risultati per qualcuno che cerca di conoscerti meglio”.

Anche se all’inizio può essere imbarazzante, puoi applicare lo stesso concetto quando affronti la sindrome dell’impostore. Basta comporre un elenco delle tue realizzazioni, attività ed abilità. Questo è tutto.

Ricorda solo il punto precedente, sii umile, ma onesto.

Festeggia le vittorie, punto.

Se ottieni un risultato festeggialo. Non pensare “lo festeggerò quando sarà più grande” o altre affermazioni che rafforzerebbero solo il tuo livello di “sindrome dell’impostore”.

Accetta i complimenti degli altri senza doverti sempre scusare o vergognare per gli stessi. Se hai fatto qualcosa e ti meriti un complimento, semplicemente goditelo.

Infine, diventa più gentile con te stesso dicendoti almeno una cosa gentile ogni giorno.

 

Crea un team di supporters.

Non potrai fare tutto da solo ed avere una squadra di amici, colleghi, familiari che ti stia vicino é d’obbligo.

Non devono essere “yes man” ma persone di cui ti fidi, pronte ad incoraggiarti (quando serve), criticarti in maniera positiva (anche in questo caso, quando serve) e sempre pronti a sostenerti.

Condividi con il tuo team le tue esperienze, i tuoi sogni, obiettivi risultati ed ovviamente vittorie, senza vergognarti delle stesse.

“L’unione fa la forza” non é solo un proverbio.

 

Visualizza il successo.

La differenza tra chi è un professionista e chi non lo è non si trova solo nell’azione ma anche nei pensieri.

É dimostrato che visualizzare il buon esito di un azione aiuta nella realizzazione della stessa.

Quindi, immagina il risultato ed i passi che compirai per ottenerlo, questo ti aiuterà a tenere a bada o addirittura a far scomparire la Impostor syndrome.

 

Per concludere:

Sebbene non esista una formula unica per curare la sindrome dell’impostore, i suggerimenti sopra elencati possono essere un buon inizio.

Dopotutto, il tuo successo dipende dalla tua capacità di combatterne gli effetti negativi.

E ricorda “agire e vincere, aiuta a vincere!”

 

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