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Manuale per i giovani, 12 Rules For Life di Jordan Peterson

Leggiamo ogni giorno che le giovani generazioni mancano di una guida, un aiuto ed una speranza, ecco perchè questo scrittore amiericano ha creato questo manuale per i giovani…

 

Premesso che non sono così pessimista e che probabilmente se avessimo letto articoli di 30 o 50 anni fa il succo sarebbe rimasto più o meno lo stesso, non si può non condividere che per i teen-ager attuali il mondo sia un po’ più complicato (ma secondo me anche molte più possibilità ed opportunità).

La crisi di lavoro è bilanciata dalla globalizzazione e dalle opportunità uniche date dalla rete e dai bassi costi di accesso dei servizi della stessa, quindi le possibilità ci sono ancora, magari si sono solo spostate…

 

Detto questo, entriamo nel merito del libro di oggi e del perché sia un manuale per i giovani.

12 Rules For Life (in italiano 12 regole per la vita n.d.1mm) è un manuale per i giovani, basato su una storia, che espone una serie di semplici principi, che possono aiutarci a diventare più disciplinati, comportarsi meglio, agire con integrità e bilancia le nostre vite godendole il più possibile. 

“Parole e musica” dell’autore, Jordan Peterson.

 

Cosa ci dice il buon Peterson in questo libro?

Il cosiddetto manuale per i giovani

Come per tutti i libri recensiti, quello che troverete è quanto è rimasto a me dell’opera stessa; una specie di concentrato di questo manuale per i giovani (secondo me applicabile invece a tutte le età…).

Innanzitutto perché ho deciso di leggere questo libro?

  • Ha avuto un successo strepitoso negli states, con un mlione di copie vendute in pochissimo tempo
  • L’autore è un guru dei social media
  • Il libro è stato “ristretto” dai ragazzi di Blinkist, l’estratto non era male e quindi è finito molto velocemente nel mio Kindle.

 

Bando alle chiacchiere, vediamo cosa mi è rimasto del libro, in particolare tre lezioni:

1) Prima di giudicare il mondo, prenditi la responsabilità della tua vita.

La vita non è giusta, non dà a tutti le stesse possibilità e c’è sempre qualcuno più fortunato, partito con un vantaggio o che se ne approfitta.

Tutto giusto, ma prima di giudicarlo dovresti prenderti la piena responsabilità della tua vita, gestirla, saltarci fuori da solo, coprendo l’essenziale e togliendoti magari anche qualche soddisfazione; solo a quel punto potrai giudicare gli altri.

Beh, come si può dare torto a Peterson in merito a questo punto?

Purtroppo invece, spesso, soprattutto a causa di un uso sbagliato dei mezzi di comunicazione e dei social si tende a valutare e giudicare gli altri, senza avere la consapevolezza o conoscenza di tutta la storia o le esperienze che sono state necessarie per arrivare fino ad un determinato punto.

Lo scrittore scrive: non importa quanto sia ingiusta la vita, non devi mai incolpare il mondo.

C’è sempre qualcuno che ha sofferto più di te.

Inoltre, anche se a volte il futuro può sembrare cupo, se puoi concentrarti sull’assumerti le tue responsabilità e badare al tuo orticello, riuscirai a farti scivolare addosso i brutti momenti.

 

2) Cura te stesso come faresti per una persona cara.

Hai mai ricevuto una ricetta dal dottore o aggiornamenti da qualche servizio di prevenzione e protezione ed hai pensato:

“Naaa, non ne ho bisogno!!”

Oltre un terzo delle persone lo fa regolarmente.

Secondo Peterson, non è né una cosa intelligente né di cui essere compiaciuti.

È una forma sovversiva di autopunizione.

Lo facciamo spesso e, di conseguenza, tendiamo a prenderci più cura degli altri di noi stessi; questa cosa secondo l’autore si lega a doppio filo con il punto precedentemente esposto.

Per questo, la sua seconda regola è prendersi cura di te stesso come se avessi cura di una persona amata: fai ciò che è meglio per te, anche se potrebbe non renderti sempre felice.

 

3) Cerca il significato della tua vita attraverso il sacrificio, non la felicità attraverso il piacere.

Bilanciare il piacere ed il sacrificio non è sempre facile e quasi mai soddisfacente nel lungo termine.

Il rimanere a letto stamattina potrebbe essere piacevole, ma non è qualcosa che ci porterà alla felicità e probabilmente quando ci ripenseremo stasera o in futuro non ci ricorderemo di quali particolari vantaggi ci abbia portato.

Il concetto è, dai valore al sacrificio nell’immediato al posto del piacere e quello che otterrai sarà la felicità.

Peterson dice che questo è un ottimo meccanismo di coping, perché aiuta a bilanciare la tua vita tra l’annegamento nell’edonismo e l’essere così retto e inquadrato che porta alla maniacalità.

Ovviamente secondo l’autore non tutti i sacrifici sono uguali.

Quelli che fai per guadagno personale, come fare gli straordinari per pagare una vacanza, hanno meno significato di quelli che fai per il bene superiore, come fare volontariato il sabato.

Anche se potrebbe sembrarlo quando lo fai, sacrificare non significa mai rinunciare ai premi, ma rimandarli finché non si ottiene qualcosa di meglio, di solito un sentimento di interezza o contentezza. In quanto tale, è anche un grande allenamento di forza di volontà.

Un altro concetto che Peterson enuncia e che mi è piaciuto molto è il seguente: il fiore di loto inizia la sua vita in fondo al lago, immerso nell’oscurità.

Centimetro dopo centimetro, si fa strada verso la superficie, fino a quando, alla fine, merge e raggiunge la luce del sole.

Questa immagine dovrebbe essere guidante per la nostra vita, la nostra crescita e le regole da seguire.

 

Cosa penso di questo libro? E del fatto che venga presentato come manuale per i giovani.

Il libro non è male, si legge velocemente ma non lascia grandi concetti o porta a grandi rivoluzioni.

È semplicemente la quasi totale riproposizione dei concetti già esposti in molti altri libri e percorsi di crescita personale.

Non lo ricomprerei e se non avete molto tempo per farlo o non volete usarlo per allenarvi un po’ con l’inglese non fatelo neanche voi; questo post ed eventualmente il riassunto di Blinkist sono più che sufficienti…

Il fatto che lo abbia enunciato come il “manuale per i giovani” mi fa pensare che ci sia stato un bel po’ di ricerca e di marketing nella creazione e presentazione dello stesso 😉

 

 

 

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