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Crescita

Le 10 (false) credenze relative al cambiamento comportamentale

Cambiamento comportamentale? Le 10 (false) credenze che ti limitano…

 

Periodicamente (e quasi sempre all’inizio di un nuovo anno o a seguito di un cambiamento importante nella nostra vita) ci ritroviamo a desiderare un cambiamento comportamentale.

Ci appuntiamo che in un determinato periodo smetteremo di fumare, oppure inizieremo a fare sport o a mangiare meglio… Mai capitato?

 

Un cambiamento comportamentale è desiderabile, ma spesso difficilmente ottenibile,essenzialmente  perché una parte di noi è abbastanza riluttante alle variazioni ed alle novità, in parte perché ci affidiamo a credenze e pensieri che fuorviano la nostra volontà, non aiutandoci per niente, ma spesso addirittura ostacolandoci nel raggiungimento dell’obiettivo.

 

Scopo di questo intervento, è quello di analizzare le 10 credenze più comuni, capire perché le stesse sono ostacolanti e non motivanti, e fornire una via alternative alle stesse, al fine di ottenere un vero e permanente cambiamento comportamentale.

(PS: non sono io colui che ha definito questi 10 punti, benché li condivida nella loro interezza, bensì il “Persuasive Technology Lab” dell’Università di Stanford).

Migliora la tua vita introducendo un cambiamento comportamentale…

Vediamo ad una ad una quali sono le 10 (false) credenze relative al cambiamento comportamentale:

  • Puntare sulla forza di volontà per un cambiamento a lungo termine

 

La forza di volontà è un grandissimo sprone per una singola azione da svolgere una sola volta in un determinato momento.

Come tutte le spinte fortissime ed improvvise, la stessa si esaurisce molto velocemente, arrivando rapidamente a zero.

Per ottenere un cambiamento a lungo termine meglio immaginare che la forza di volontà non esista, quello che serve maggiormente è la persistenza e la tenacia!

 

 

  • Tentare grandi cambiamenti in blocco, invece di affrontare il cambiamento in piccoli passi.

 

Quando si tratta di pianificare un cambiamento tendiamo a strafare, quante volte ci capita di credere che sia possibile “da domani” smettere di fumare, mettersi a dieta, guardare meno tv e leggere qualche pagina al giorno tutto in contemporanea?

La verità è che già solo ottenere un cambiamento sarebbe già un bel passo in avanti, quindi, sì alla pianificazione, ma con partenze scalate degli obiettivi, in modo tale che, quando il primo sarà radicato ci si potrà concentrare sul secondo e così via.

Quindi, il nostro obiettivo primario dovrà diventare il perseguire piccoli successi, uno dopo l’altro, questo ci porterà ad arrivare a grandi cambiamenti che non saranno temporanei ma radicati nella nostra routine.

 

 

  • Ignorare come l’ambiente circostante “formi” il comportamento

 

Siamo permeati dall’ambiente in cui viviamo e contagiati dalle persone con cui stiamo maggiormente.

È utopistico pensare che sia possibile ottenere un cambiamento duraturo frequentando lo stesso ambiente, le stesse persone e le medesime abitudini.

 

Attenzione, nessuno dice che sia necessario un distacco dai propri contatti o un cambiamento di casa per cambiare un abitudine, ma solo che il contesto in cui quella cattiva abitudine si attiva e manifesta maggiormente è da rivedere.

Ti faccio un esempio stupido; se vuoi smettere di fumare e sai che per te è normale la sequenza: pranzo abbondante – caffè – tutti fuori dal ristorante per una sigaretta, forse dovresti cambiare qualcosa; un piccolo cambiamento (niente caffè? Rimanere al tavolo con i non fumatori? Etc.) aiuta a cambiare il comportamento.

Cambia il tuo contesto e cambia la tua vita.

 

 

  • Provare a fermare vecchi comportamenti invece di crearne nuovi.

 

Per lo stesso controverso sistema del cervello rettiliano, che tante volte ci aiuta, ma spesso è un testone che non ama i cambiamenti, spesso ci troviamo a tentare di fermare vecchi comportamenti radicati piuttosto che crearne dei nuovi.

Ma chi studia il nostro cervello ci dice invece che sarebbe molto più semplice cercare di agire su qualcosa di nuovo, correlato all’abitudine o dipendenza che ci porti all’azione piuttosto che all’istituzione di un sistema di guardia che ci tenga lontano dal comportamento cattivo.

Crea nuovi comportamenti che sostituiscano o sviliscano quelli vecchi, quindi, focalizzati sull’azione, non sull’ evitarla (quella sbagliata ovviamente 😉

 

 

  • Incolpare I fallimenti come causa della mancanza di motivazione.

 

Stabilire azioni sostitutive troppo complicate rende difficile poi compierle….

 

Quindi, se il tuo obiettivo è quello di iniziare a fare sport, ma sei tutt’uno col divano, non ha senso impostare un obiettivo come quello di correre un ora tre volte alla settimana…

Vista la complessità del compito lo stesso verrà svolto una sola volta, poi mantenere il piano sarà sempre più difficile, fino ad arrivare completamente ad archiviarlo ed a tornare alla vecchia, cattiva abitudine.

Meglio creare un nuovo comportamento facile da compiere, come ad esempio stabilire di fare una passeggiata da 30 minuti.

È facilmente perseguibile, quindi l’ottenimento prolungato dello stesso ci darà la motivazione per continuare e pian piano, rendere sempre più sfidante l’azione (obiettivo) da ottenere.

Per cui, rendi il nuovo comportamento facile da completare e tienilo tracciato.

 

 

  • Sottostimare il potere dei triggers

 

Ma cosa sono i triggers?

Tradotto letteralmente grilletto, cioè quell’azione o comportamento che aziona o porta in automatico all’azione che vogliamo eliminare.

Il trigger è quella piccola azione che ti porta al comportamento sbagliato.

Se vuoi rimuovere un comportamento, individua il trigger che lo aziona (magari ti ci vorrà un po’, ma lo troverai di sicuro), ed evita di azionarlo a tutti i costi, o almeno facci caso, spesso basta averne consapevolezza per interrompere il circolo vizioso.

Nessun comportamento appare senza un trigger.

 

 

  • Credere che l’informazione porti all’azione

 

Quante volte decidiamo di cambiare o instaurare un abitudine e poi passiamo ore ed ore a scandagliare la rete, creando tabelle e rimandi, riassumendo tutto e creando un piano d’azione super definito, con link alle fonti, ben impaginato e poi mai perseguito?

Informarsi è un dovere, ma si dovrebbe dedicare solo il tempo strettamente necessario a questa pre-azione; è inutile cercare in rete il programma perfetto di corsa, il migliore trucco per smettere di fumare o qualsiasi altra cosa.

Ad un certo punto iniziamo ad agire, meglio partire con un piano approssimativo che passare un eternità a creare il piano perfetto per poi non partire mai…

 

 

  • Focalizzarsi su goals astratti al posto di comportamenti concreti

 

Quando si tratta di goals e comportamenti abbiamo bisogno di date e traguardi misurabili.

Definire un obiettivo in maniera vaga e generica ci renderà frustrati in quanto non sarà numericamente raggiungibile (quindi nessuna soddisfazione per averlo raggiunto) e lo stesso sarà troppo vago per essere efficientemente perseguibile.

Un esempio di obiettivo astratto: essere in forma

Un obiettivo concreto: per un mese da oggi camminare almeno 30 minuti tre volte alla settimana.

Stesso obiettivo e stesso risultato ottenibile, ma il secondo mi fa venire voglia di partire ora!!!

Il primo invece mi deprime perché mi mette di fronte a mille azioni da eseguire contemporaneamente.

 

 

  • Tentare di cambiare un comportamento per sempre, non per un breve periodo.

 

Stesso concetto del punto precedente; il cambiamento di un comportamento “per sempre” è difficile da ottenere in quanto il “per sempre” viene visto come qualcosa di non raggiungibile e non misurabile.

Meglio selezionare un periodo prefissato, per poi raggiungerlo (soddisfazione ed autostima aumentata) e poi rilanciare con un nuovo obiettivo, ancora più provante.

Hai presente i livelli dei videogiochi? Ecco, stesso concetto!

 

  • Pensare che un cambio di comportamento è difficile

 

La scusa più demotivante di tutti! La difficoltà nell’attuare il cambio di comportamento stesso ci demotiva, fa vincere il nostro cervello rettile e ci lascia fermi al punto in cui ci troviamo.

Cambiare un comportamento non è difficile!

Per farlo è sufficiente definire il giusto processo, stabilire obiettivi sfidanti, ma perseguibili e tracciabili e tenere botta quel tanto da farli diventare parte della nostra routine.

 

Niente è impossibile, evitando queste 10 credenze relative al cambiamento comportamentale lo stesso è ancora più facile da ottenere!

E tu in quale delle 10 scuse sei incappato più spesso?

Come sei riuscito/a a venirne fuori?

 

 

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