Chi ha spostato il mio formaggio? E ora?

Chi ha spostato il mio formaggio? La nostra recensione

Per la recensione di unmillimetro di oggi, ci occupiamo di un classico della crescita personale, un libricino che ha ormai una ventina d’anni ed è stato un successo planetario, visto che ha venduto più di 26 milioni di copie ed è stato tradotto in 37 lingue; recensiamo “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson. (lo trovi qua).

Chi ha spostato il mio formaggio? E ora?
La copertina de: “Chi ha spostato il mio formaggio?”

 

Di cosa parla questo libricino? (Sì, è proprio piccolo, si legge facilmente ed in poco tempo).”Chi ha spostato il mio formaggio?” Usa al meglio lo storytelling ed il racconto “da bambini” per darci alcune importanti lezioni sulla crescita personale, sulle abitudini e sulla crescita.

Il libro racconta la storia di due topolini (Nasofino e Trottolino) e di due gnomi (Tentenna e Ridolino).
[Già i nomi ti dovrebbero far capire chi uscirà vincitore nella storia e chi no…]

Questi quattro personaggi vivono dentro ad un labirinto, nel quale si muovono alla ricerca del formaggio che gli permette di sopravvivere.

Un bel giorno, trovano un’enorme stanza piena del loro formaggio preferito, una fonte inesauribile di cibo!

 

“Questo formaggio ce lo siamo proprio guadagnato. Trovarlo ci è costato un sacco di tempo e molta fatica” – disse Tentenna, uno dei due gnomi.

 

Quindi i due gnomi si trasferirono nella zona, che elessero a loro residenza e da cui non si spostarono più, in fondo avevano tutto il formaggio che desideravano!
La presenza di una grande quantità di cibo e l’assenza di pericoli li trasformo così in poco tempo in due sedentari, quasi arroganti, molto (troppo) sicuri di sé, in sintesi si sentivano arrivati.

I topolini al contrario, pur apprezzando ed usufruendo della grande scorta trovata continuarono a girare per il labirinto tenendo gli occhi aperti di fronte al cambiamento ed alle opportunità nascoste nello stesso.

 

Un giorno il formaggio finì…

 

Per i due topolini non fu un grande shock; avevvani tenuto gli occhia perti ed avevano notato lo stesso calare ed erano già pronti con mille alternative, forse avrebbero dovuto tirare un po’ la cinghia, rivedere un po’ le loro abitudini, ma niente di problematico o di infattibile.

I due gnomi, soprattutto Tentenna presero invece veramente male la cosa…

 

Tentenna andò in crisi: “Dov’è finito il mio formaggio? Non è giusto! Abbiamo dei diritti! La colpa è di qualcun’altro e quindi dovremmo ottenere qualcosa in cambio, una sorta di indennizzo.”

 

Ridolino provò a convincere Tentenna ad andare a cercare nuovo formaggio, a seguire i topolini ma lui fu irremovibile.
Voleva capire cos’era successo, il labirinto era pericoloso e lui ormai era troppo vecchio per rischiare!

 

Ogni mattina si svegliava, andava nella stanza che una volta conteneva il formaggio e aspettava… aspettava.. aspettava…

 

 

Ti lascio un po’ di suspense non raccontandoti il finale, che puoi forse già immaginare visto che la storia e il suo svolgimento è molto semplice.

Il libro però coglie nel segno e ci racconta qualcosa a cui dovremmo essere pronti tutti i giorni, soprattutto nel mondo del lavoro attuale (ma non solo).

Il formaggio del libro rappresenta i nostri desideri, obiettivi, aspettative, ma anche il nostro posto fisso.
Il labirinto è invece la nostra vita; ogni momento un percorso diverso ed una svolta, un cambio di paradigma che potrebbe portarci di fronte a qualcosa di totalmente nuovo ed inaspettato.

 

Sta a noi decidere quale personaggio vogliamo essere…

 

Sembra una fiaba, ma se ci pensi e ti guardi un attimo intorno scoprirai tantissime persone che si stanno comportando come gli gnomi; dipendenti che rimangono attaccati alla scrivania fino all’ultimo, nascondendo la testa sotto la sabbia, di fronte ad una crisi o ad una lenta deriva che non porterà a niente di buono.

Storie d’amore che si protraggono per inerzia, galleggiando girono dopo girono e diventando sempre più scontate ed abitudinarie.

 

Restando in ambito meramente lavorativo, soprattutto nell’ultimo periodo, è molto difficile trovare un formaggio in grado di sfamarci per tutta la vita, cioè un posto di lavoro che ci porterà alla pensione.

Molte persone sono senza lavoro, aspettando che l’occasione (o un nuovo governo 😉 gli faccia apparire magicamente il formaggio.
Altre rimangono ancorate a qualcosa che si sta sgretolando…

 

Viviamo in un mondo in cui il cambiamento è all’ordine del giorno, dobbiamo imparare ad adattarci, non possiamo sperare che il formaggio ci cada in mano da solo.

Non possiamo aspettare che qualcuno lo faccia per noi, dobbiamo prendere in mano la nostra vita ed iniziare a fare qualcosa che non abbiamo mai fatto.

 

Concludo con un piccolo spoiler sul finale…

Ridolino, durante la sua “trasformazione” in extremis, scrive sulle pareti del labirinto alcune massime che elabora durante la sua fase di cambiamento:

“E’ meno pericoloso affrontare il labirinto che rimanere senza formaggio”

“Se segui le tue vecchie convinzioni non arriverai mai al nuovo formaggio”

“Se noterai per tempo i piccoli cambiamenti, ti sarà più facile adattarti a quelli grandi quando arriveranno”.

 

Sembra facile, ma quante persone si accorgono e fanno attenzione ai cambiamenti che avvengono intorno a loro?
Quanti fanno qualcosa per prepararsi a questa possibile evenienza?

 

In quanti si stanno preparando agli inevitabili cambiamenti che stanno arrivando? Quanti applicano l’insegnamento presente in “Chi ha spostato il mio formaggio?”.

 

È una cosa su cui riflettere, ricordando che il cambiamento deve essere visto sempre come un opportunità e possibilità, non come qualcosa di negativo.

Non attendere che il formaggio finisca… applica la lezione nascosta in “Chi ha spostato il mio formaggio?” e non avrai mai problemi!

Ecco per te il link al libro! E tu come sei messo a formaggio?

Piaciuto? Pensi possa interessare a qualcuno? Allora condividilo.

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