Procrastinare human est, non risolvere il problema è diabolico

Sfatiamo un luogo comune, non procrastinare, anche inconsciamente non è proprio possibile. Qual è quindi la differenza tra le persone di successo, quelle che riconoscono e gestiscono il procrastinare ed il procrastinatore?

Molto semplicemente, le prime hanno implementato una strategia per riconoscere il problema e trovare una soluzione, le seconde no. Se fai parte del primo gruppo probabilmente non avresti dovuto nemmeno cercare questo articolo, o quantomeno lo stesso sarà solo una conferma per te.

Se invece ritieni di far parte della seconda categoria e vuoi risolvere il problema, continua a leggere, potresti davvero trovare nelle prossime righe la soluzione che stai cercando.

Passo 1: renditi conto che procrastinare è un atto, non un’identità. Non sei “il procrastinatore”

Inizi a ridurre il procrastinare ed a prendere coscienza dello stesso quando lo sleghi dalla tua persona. Non sei il procrastinatore, stai solo praticando il procrastinare. La differenza sembra solo una cosa da “grammarnazi” ma non lo è.

Quando smetti di fare della procrastinazione parte della tua identità, inizi a permetterti di comportarti in modo diverso.

Rilasci anche il senso di colpa per il fatto che hai voglia di procrastinare a volte – o molte volte – e puoi quindi osservare la situazione in modo più obiettivo. L’obiettivo è non giudicare te stesso per come ti senti o non ti senti, ma piuttosto analizzare cosa sta succedendo e come puoi andare avanti e agire.

 

Passo 2: fai chiarezza. Perché non stai agendo?

I motivi potrebbero essere uno o più di uno, ecco perché puoi e devi dedicare un po’ di tempo a questa ricerca introspettiva. I motivi potrebbero essere molti e dei più vari, prova ad identificarli tutti. Il “tuo motivo” potrebbe ad esempio essere parte di questa lista:

  • Trovi il compito impegnativo.
  • Non sai come fare il progetto.
  • L’attività è noiosa.
  • Pensi che il compito sia stupido e non necessario (sebbene sia richiesto da qualcun altro).
  • Non riesci a trovare ciò che ti serve per iniziare l’attività.
  • Non hai stabilito un “recinto di tempo” ben definito per l’attività.
  • L’ambiente ti distrae
  • Il progetto nella sua interezza, è così grande che non sai da dove partire
  • Ti preoccupa il giudizio altrui.
  • Ti sei autoconvinto che rendi al meglio quando manca poco.
  • Non riesci a smettere la fase di ricerca ed analisi ed iniziare quella del fare.

Valuta tutte le possibili cause, sii onesto, nessuno ti giudicherà, anche perché è una cosa solo tua…

Procrastinatore? Stop!
Procrastinatore? Stop!

Passo 3: risolvi

Ora hai “un colpevole”, quindi puoi affrontarlo. Stabilisci subito un’azione immediata che ti faccia partire nella direzione della risoluzione del problema.

Ad esempio, potresti partire da qua:

  • Pianifica un incontro con un collega, il tuo capo, il cliente per rimuovere i tuoi dubbi.
  • Stabilisci un “recinto di tempo” per la tua attività
  • Considera ciò che stai facendo come solo una bozza o prima revisione
  • Trova un capo o un referente (un amico, il tuo partner) a cui spiegherai il tuo compito, darai un piano di lavoro ed aggiornamenti periodici.
  • Crea una situazione tranquilla

Continua ad affrontare i problemi uno per uno finché non ti rimane solo da completare il lavoro. A quel punto non avrai scuse né alternative.

 

Passo 4: celebra l’avanzamento ed il primo raggiungimento

Non dovrà essere la tua opera migliore, o la versione definitiva, ma ciò che produrrai sarà comunque un passo avanti, uno step da celebrare.

Questo non vuoi dire che fare questo lavoro diventerà piacevole o la tua passione, ma sarà un passo avanti ed un passo dopo l’altro la tua attività arriverà ad un completamento “fisiologico”.

Non sarà magari piacevole, non diventerà il tuo lavoro preferito, ma sarà un risultato e ciò al momento è già più che sufficiente! Non hai bisogno di niente di più!

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