La crescita personale può avvenire in molti ambiti e categorie.
Si può crescere psicologicamente o imparando ed applicando nuove abilità.
Una cosa però vale per ogni ambito della crescita, dovrai sfidare te stesso per migliorare un pò ogni giorno, in maniera costante.
Solo crescendo ogni giorno, anche solo di un millimetro la tua crescita sarà davvero effettiva.
Questo processo non è uno sprint, non è una gara dei 100 metri in cui devi essere Usain Bolt, ma è una maratona, una di quelle in cui è importante arrivare in fondo, senza badare al piazzamento in classifica.
L’obiettivo è arrivare al traguardo, senza fermarsi mai, adeguando il proprio ritmo allo stato di forma, ma andando sempre avanti, un passo dopo l’altro.
La lunghezza di questa maratona?
Tutta la vita ovviamente. Probabilmente durante il corso della tua vita gli obiettivi cambieranno, magari prima saranno più “materiali” e poi più psicologici. Forse, se sei all’inizio punterei a crescere in ambito lavorativo e di gestione del denaro, per poi acquisendo maturità, cercare maggiormente il miglioramento delle tue relazioni personali e la ricerca della felicità.
Per concludere ricorda che:
la crescità spesso è la ricerca della felicità, un sentimento con effetti duraturi, molto, ma molto diverso dal piacere.
la crescita è sfida, più che agli altri a te stesso, una competizione continua che deve portarti a migliorare un pò ogni giorno.
Bene, ora ti lascio libero di navigare tra le pagine di questa categoria; leggi quello che ti ispira, ragionaci con la tua testa e soprattutto applica quello che ti sembra valido.
Risoluzione problemi: una delle abilità più complicate ma allo stesso tempo più richieste ed utili in tutti i contesti. Esistono molti approcci per farlo, ed uno, forse tra quelli più efficaci è il metodo nipponico, scientifico, asettico e calcolato. Quando penso al Giappone mi vengono sempre in mente persone organizzate, scientifiche ed inquadrate, se … Leggi tutto
Chi non ha mai sentito milioni di volte questa frase di Oscar Wilde?
Oscar Wilde ci ha mollato presto nella sua battaglia per resistere alle tentazioni…
E ditemi, per favore, che non l’avete mai fatta diventare un mantra, una scusa e un paracadute ogni volta che uscivate dalla “retta via” da voi faticosamente tracciata.
È davvero difficile resistere alle tentazioni, ma con un po’ di allenamento e persistenza, non sarà difficile allenare il proprio muscolo della “forza di volontà” al fine di ottenere un risultato!
A proposito, vuoi una definizione di forza di volontà da uomo della strada? L’ho sentita alcuni anni fa e non sono mai riuscito a togliermela dalla testa…
Un classico per chi è impegnato in una ricerca di lavoro, What Colour is your Parachute è l’opera più famosa di Richard Bolles.
Il libro What color is your parachute, per una ricerca di lavoro perfetta
Se sei alla ricerca di lavoro, questo è un libro che non dovresti assolutamente perderti, in quanto ti fornisce strumenti, suggerimenti e strategie ideali per trovare rapidamente la giusta posizione e proporti nl giusto modo.
Non sei attivamente alla ricerca di lavoro? Puoi trovare lo stesso spunti interessanti che ti potrebbero servire in futuro, non solo in ambito della ricerca di lavoro, ma anche in merito alla visibilità del tuo “brand”.
Tornando al libro, sai cosa mi piace dello stesso?
Cambiamento comportamentale? Le 10 (false) credenze che ti limitano…
Periodicamente (e quasi sempre all’inizio di un nuovo anno o a seguito di un cambiamento importante nella nostra vita) ci ritroviamo a desiderare un cambiamento comportamentale.
Ci appuntiamo che in un determinato periodo smetteremo di fumare, oppure inizieremo a fare sport o a mangiare meglio… Mai capitato?
Un cambiamento comportamentale è desiderabile, ma spesso difficilmente ottenibile,essenzialmente perché una parte di noi è abbastanza riluttante alle variazioni ed alle novità, in parte perché ci affidiamo a credenze e pensieri che fuorviano la nostra volontà, non aiutandoci per niente, ma spesso addirittura ostacolandoci nel raggiungimento dell’obiettivo.
Scopo di questo intervento, è quello di analizzare le 10 credenze più comuni, capire perché le stesse sono ostacolanti e non motivanti, e fornire una via alternative alle stesse, al fine di ottenere un vero e permanente cambiamento comportamentale.
(PS: non sono io colui che ha definito questi 10 punti, benché li condivida nella loro interezza, bensì il “Persuasive Technology Lab” dell’Università di Stanford).
Migliora la tua vita introducendo un cambiamento comportamentale…
Vediamo ad una ad una quali sono le 10 (false) credenze relative al cambiamento comportamentale:
Grant Cardone è un imprenditore e formatore americano che si è fatto totalmente da zero, iniziando a lavorare come rappresentante di automobili fino a diventare un imprenditore multi milionario con svariate attività in vari settori.
È considerato uno dei top 25 nel campo dell’influence marketing (la branca del marketing che tenta di influenzare il comportamento del possibile cliente per indurlo all’acquisto) ha scritto anche svariati libri, uno dei più rinomati è appunto “Be obsessed or be average”.
Grant Cardone, autore di “Be obsessed or be average” viene spesso citato in libri di altri scrittori “motivazionali”, podcast e blog di oltreoceano (per esempio da Tim Ferriss, Gary Vee, Altucher etc) come esempio di persona che sa esattamente cosa vuole e come conseguirlo, quindi, ho pensato, “perché non dare una possibilità al suo libro?”
L’autore di Be obsessed or be average
Ecco cosa mi è rimasto del suo libro “Be obsessed or be average” (traduzione? sii ossessionato o sarai nella media).
18 modi per lavorare in maniera intelligente, non di più
Lavorare è parte integrante della nostra vita; se siamo fortunati è una passione, un passatempo o qualcosa che ci emoziona, se non lo siamo è un rompimento, una prigione ed un obbligo, ma sempre lavoro è, perchè non lavorare in maniera intelligente?
Visto che dobbiam pur farlo, perché non lavorare in maniera intelligente?
lavorare in maniera intelligente, ecco come fare
La tematica del lavoro e del suo miglioramento mi ha sempre molto interessato, ho sempre dato un occhio alle idee di blogger, imprenditori e formatori e qui trovate la mia selezione dei 18 modi per lavorare in maniera intelligente:
Il denaro e la gestione dello stesso è una parte importantissima della nostra vita e della crescita personale, spesso alcuni miti sul denaro sono radicati nel nostro io più profondo e seppr inconsciamente ci condizionano nelle nostre scelte ed azioni quotidiane…
In molti casi, la crescita personale nasce anche dalla necessità di gestire il proprio denaro, in modo da utilizzarlo al meglio e cercando sistemi per farlo crescere (o quanto meno far crescere il cash flow, ossia la differenza tra soldi “guadagnati” e soldi “spesi”).
Banconote, origine di tanti miti sul denaro
Personalmente ho sempre seguito l’argomento soldi con molto interesse (sì, datemi del venale 😉
e spesso, sia chiaccherando con parenti ed amici, sia leggendo sui siti internet mi sono ritrovato di fronte ad alcune convinzioni di uso comune, errate e fuorvianti ma in molti casi architravi del nostro atteggiamento verso il denaro.
Proviamo quindi ad analizzare le convinzioni più comuni ed utilizzate in questo ambito ed a vedere se le stesse sono da comprovare o smontabili in maniera logica e scientifica… I miti sul denaro!
Lavora in maniera intelligente, non lavorare di più.
Quante volte lo abbiamo sentito dire ed esclamare, eh?
Sembra semplice; lavora in maniera intelligente e non passerai più una moltitudine di ore incatenato alla scrivania; lavora in maniera intelligente ed i tuoi clienti e superiori lo noteranno facendoti arrivare più ordini, più complimenti, aumenti etc.
No, non è così immediato, ma ci sono alcuni consigli, estratti da pubblicazioni accademiche e comprovati da scienziati e top performers che ci possono aiutare….
Lavora in maniera intelligente, ma come?
A questa domanda ha dato una risposta scientifica il professor Morten Hansen dell’università di Berkeley (precedentemente alla Harvard Business School) che ha studiato un bel po’ di fonti prima di dire la sua:
200 pubblicazioni accademiche
120 esperti intervistati
300 soggetti sottoposti ad uno studio pilota
5000 soggetti di varie zone ed industrie americane
Cosa ha scoperto il professor Hansen? Come si lavora in maniera intelligente?
Come trattare gli altri e farseli amici (in Inglese “How to Win Friends and Influence People”) è probabilmente l’opera più famosa dello scrittore ed insegnante Dale Carnegie.
Come trattare gli altri e farseli amici è stato pubblicato nel 1936 dalle esperienza e risultati di molte conferenze tenute dallo scrittore americano e mira ad insegnare l’arte di convivere con il prossimo in tutte le situazioni che la vita ci porta ad affrontare, dalle più banali fino a quei momenti “epici” che capitano poche volte e vanno acchiappati al volo.
La capacità di relazionarsi con gli altri è una soft skill fondamentale e partire da questo libro che seppur datato è ancora un best-seller della crescita personale è a mio parere un ottimo inizio.
Alcuni esempi ed aneddoti sono sicuramente datati ed un po’ anacronistici, ma il succo del libro è ancora tremendamente attuale!
In Come Trattare gli Altri e Farseli Amici sono riportati consigli pratici pronti all’uso, applicabili nell’immediato ed in tutti gli ambiti (famiglia, amicizia, scuola, lavoro etc.) in cui ci sono delle relazioni personali.
E quando mai facciamo qualcosa in cui non ci siano relazioni personali?
Anche l’esploratore solitario ha bisogno di relazioni personali, anche solo per poter condividere le sue esperienze ed il suo successo.
Sei un eremita che vive in cima ad una montagna? Se stai leggendo questo articolo hai internet, quindi probabilmente una qualche relazione personale ce l’hai anche tu! No Excuses!
Nel libro Come trattare gli altri e farseli amici e nella mia recensione potrai trovare:
Come trattare gli altri e farseli amici, la prima cover
Come rendere la giornata lavorativa più produttiva, si, soprattutto se è lunedì!
Passiamo molte, (troppe) ore della nostra giornata di fronte ad una scrivania o quantomeno lavorando.
A volte ci ritroviamo a sera, spossati a chiederci? “Ma cosa ho fatto oggi di veramente produttivo? Sono riuscito ad agire in qualche ambito per me importante o ho solamente reagito a stimoli esterni?” (Subito dopo a “ma cosa guardo stasera in tv?”, “e da cena?” etc etc)
(E così ci roviniamo anche la serata nel momento in cui elaboriamo la risposta…)
Ma come rendere la giornata lavorativa più produttiva?