Se sei è arrivato sulle pagine di Un Millimetro, probabilmente sei alla ricerca, anche se ancora forse non lo sai, di un sistema o una soluzione per crescere o migliorarti.
Ci sono molti sistemi per farlo, c’è chi lo fa leggendo un libro, chi preferisce farlo guardando un film e chi invece si mette lì e solo basandosi sulla sua esperienza e le sue sensazioni migliora o prova a migliorare, un pò ogni giorno.
Questo sito non vuol essere un guru o un santone che devi seguire in maniera precisa e puntuale, ma ha l’obiettivo di essere un supporto, un amico, a cui appoggiarsi quando si è alla ricerca di una soluzione.
Potresti essere alla ricerca di una soluzione anti procrastinazione, di un sistema per migliorare la gestione del tempo (presente la Tecnica del Pomodoro, ecco) o magari sei alla ricerca della felicità con tutto quello che ne consegue.
Un Millimetro è stato creato per questo e per molto altro.
Quello che ti chiedo è solo di aiutarmi a rendere Un Millimetro una comunità vivente, in cui c’è interazione tramite i commenti tra chi ha scritto l’articolo e chi quegli articoli li sta leggendo.
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Buona navigazione sulle pagine di Un Millimetro e ricorda, chi non cresce un pò ogni giorno, è perduto!
Come leggere un libro di crescita personale? Lo dovresti fare come per un libro di narrativa o dovresti farlo con un metodo scientifico, un idea in mente ed un obiettivo da ottenere?
Nota: questo post è ispirato (non copiato) da un post di una decina d’anni fa, ma a mio parere sempre attuale del geniale Seth Godin
Per anni ho fatto l’errore (col senno di poi) di leggere libri di crescita personale (per tutti gli aspetti) uno dietro l’altro, con la duplice convinzione che:
Per la recensione di unmillimetro di oggi, ci occupiamo di un classico della crescita personale, un libricino che ha ormai una ventina d’anni ed è stato un successo planetario, visto che ha venduto più di 26 milioni di copie ed è stato tradotto in 37 lingue; recensiamo “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson. (lo trovi qua).
La copertina de: “Chi ha spostato il mio formaggio?”
Di cosa parla questo libricino? (Sì, è proprio piccolo, si legge facilmente ed in poco tempo).”Chi ha spostato il mio formaggio?” Usa al meglio lo storytelling ed il racconto “da bambini” per darci alcune importanti lezioni sulla crescita personale, sulle abitudini e sulla crescita.
Tutti desideriamo o puntiamo ad ottenere qualcosa nella nostra vita, ma alcuni di noi riescono ad ottenere quello a cui mirano, altri invece continuano a parlarne per anni, immaginandosi già a destinazione ma senza mai compiere il primo passo.
Perché a volte parliamo di qualcosa per anni, ma senza mai realizzarlo o senza mai neanche partire nel farlo?
La risposta è che siamo bloccati nel “modello del sognatore”.
Sognare ci fa sentire bene e non ci richiede alcun tipo di azione o di sforzo.
Possiamo viaggiare con la fantasia per anni e pensare a tutte le fantastiche sensazioni che la realizzazione del sogno potrebbe portarci, senza poi nemmeno partire…
Quindi è ora di svegliarsi caro sognatore e di iniziare a tramutarsi in un realizzatore!
Ma sei davvero un sognatore? Vediamo quali sono i sintomi del sognatore standard:
Leggiamo ogni giorno che le giovani generazioni mancano di una guida, un aiuto ed una speranza, ecco perchè questo scrittore amiericano ha creato questo manuale per i giovani…
Premesso che non sono così pessimista e che probabilmente se avessimo letto articoli di 30 o 50 anni fa il succo sarebbe rimasto più o meno lo stesso, non si può non condividere che per i teen-ager attuali il mondo sia un po’ più complicato (ma secondo me anche molte più possibilità ed opportunità).
La crisi di lavoro è bilanciata dalla globalizzazione e dalle opportunità uniche date dalla rete e dai bassi costi di accesso dei servizi della stessa, quindi le possibilità ci sono ancora, magari si sono solo spostate…
Detto questo, entriamo nel merito del libro di oggi e del perché sia un manuale per i giovani.
12 Rules For Life (in italiano 12 regole per la vita n.d.1mm) è un manuale per i giovani, basato su una storia, che espone una serie di semplici principi, che possono aiutarci a diventare più disciplinati, comportarsi meglio, agire con integrità e bilancia le nostre vite godendole il più possibile.
“Parole e musica” dell’autore, Jordan Peterson.
Cosa ci dice il buon Peterson in questo libro?
Il cosiddetto manuale per i giovani
Come per tutti i libri recensiti, quello che troverete è quanto è rimasto a me dell’opera stessa; una specie di concentrato di questo manuale per i giovani (secondo me applicabile invece a tutte le età…).
Innanzitutto perché ho deciso di leggere questo libro?
Ha avuto un successo strepitoso negli states, con un mlione di copie vendute in pochissimo tempo
L’autore è un guru dei social media
Il libro è stato “ristretto” dai ragazzi di Blinkist, l’estratto non era male e quindi è finito molto velocemente nel mio Kindle.
Bando alle chiacchiere, vediamo cosa mi è rimasto del libro, in particolare tre lezioni:
Obiettivi di carriera lavorativa, definirli correttamente
Parliamo spesso di obiettivi e dell’importanza degli stessi, ma siamo sicuri di sapere come definirli correttamente?
Ma soprattutto, questi obiettivi sono realmente ciò a cui aspiriamo o solamente gli obiettivi di qualcun altro che ci siamo fatti andare bene? (Più o meno consciamente).
La definizione degli obiettivi è un punto focale della nostra vita; avere obiettivi definiti è come impostare il navigatore in auto; se gli dico di preciso dove andare avrò una meta definita ed un percorso, che se seguito, mi porterà correttamente alla destinazione
Definire gli obiettivi di carriera è un compito indispensabile, da attuare periodicamente (con il tempo si cambia, è quindi giusto ricalibrare periodicamente gli obiettivi di carriera e correggerli in caso, prima di arrivare a destinazione e scoprire che alla fine non è che proprio quella fosse la nostra destinazione desiderata).
definisci correttamente i tuoi obiettivi di carriera
Come si può quindi fare a definire con chiarezza degli obiettivi di carriera che siano effettivamente quello che vogliamo?
Il successo e la felicità non sono mai facili da ottenere, ma essere felice non dovrebbe essere un risultato di un processo con una data di scadenza e delle tappe prefissate.
Essere felice dovrebbe essere qualcosa che fa parte della nostra routine quotidiana, un obiettivo giornaliero prioritario ogni giorno.
Questi brevi momenti saranno piccoli incitamenti e supporti quotidiani nel raggiungimento di obiettivi più grandi.
Essere felice? Obbligatorio!
Non è per forza necessario completarli tutti nove ogni giorno, ma già riuscire a completarne alcuni migliorerà sensibilmente la nostra giornata.
Essere felici mi ricorda anche un bellissimo libro di Arthur Schopenhauer, che vi consiglio!
Ecco qua i 9 momenti che dovreste cercare di ricavarci ed ottenere ogni gorno per essere felice:
Grant Cardone è un imprenditore e formatore americano che si è fatto totalmente da zero, iniziando a lavorare come rappresentante di automobili fino a diventare un imprenditore multi milionario con svariate attività in vari settori.
È considerato uno dei top 25 nel campo dell’influence marketing (la branca del marketing che tenta di influenzare il comportamento del possibile cliente per indurlo all’acquisto) ha scritto anche svariati libri, uno dei più rinomati è appunto “Be obsessed or be average”.
Grant Cardone, autore di “Be obsessed or be average” viene spesso citato in libri di altri scrittori “motivazionali”, podcast e blog di oltreoceano (per esempio da Tim Ferriss, Gary Vee, Altucher etc) come esempio di persona che sa esattamente cosa vuole e come conseguirlo, quindi, ho pensato, “perché non dare una possibilità al suo libro?”
L’autore di Be obsessed or be average
Ecco cosa mi è rimasto del suo libro “Be obsessed or be average” (traduzione? sii ossessionato o sarai nella media).
18 modi per lavorare in maniera intelligente, non di più
Lavorare è parte integrante della nostra vita; se siamo fortunati è una passione, un passatempo o qualcosa che ci emoziona, se non lo siamo è un rompimento, una prigione ed un obbligo, ma sempre lavoro è, perchè non lavorare in maniera intelligente?
Visto che dobbiam pur farlo, perché non lavorare in maniera intelligente?
lavorare in maniera intelligente, ecco come fare
La tematica del lavoro e del suo miglioramento mi ha sempre molto interessato, ho sempre dato un occhio alle idee di blogger, imprenditori e formatori e qui trovate la mia selezione dei 18 modi per lavorare in maniera intelligente:
Essere come Walt Disney, la sua magia e storia per la nostra crescita personale!
Se almeno una volta ti sei perso nella magia della Disney, in uno dei suoi film o in un parco a tema sarà probabilmente capitato anche a te di chiederti: “ma come ha fatto a far nascere tutto questo? Come ha fatto Walt Disney a dare vita ad un prodotto del genere?”
Il marchio Disney è diventato simbolo di un qualcosa più grande di una singola azienda, un qualcosa conosciuto in tutto il mondo, da grandi e piccini, che ci fa venire immediatamente alla mente Topolino ed i parchi a tema, le principesse ed i film d’animazione.
Ma anche un “mastodonte” del genere è nato da una singola idea, una singola persona che ha fatto partire il tutto, ma come ha fatto?
Walt Disney, mente creativa dell’impero che porta il suo nome
È sempre stata una domanda latente per me ed alla scoperta di questo libro non ho potuto far meno di leggerlo (prima in versione Blinkist poi per intero) al fine di cercare di capire qualcosa di più e rubare qualche segreto al buon Walt.
Le 7 regole per avere successo di Stephen R. Covey
Le 7 regole per avere successo è probabilmente il maggior successo dello scrittore e formatore Stephen R. Covey; questa guida ci spiega come è possibile avere successo nella vita e di conseguenza migliorare la propria autostima, situazione finanziaria ed in generale il proprio benessere.
Un manuale che rappresenta un must-read ed una delle pietre miliari della crescita personale e della produttività sul lavoro made in USA.
Le 7 regole per avere successo è stato scritto ormai più di 15 anni fa ed ha ottenuto un vero successo mondiale, essendo stato tradotto in 28 lingue (sì, anche in Italiano, anche se imparare l’inglese non fa mai male).
Sono stati vendute più di 15 milioni di copie di questa opera; quindi sicuramente vale la pena darci un occhiata…
Le 7 regole per avere successo di Stephen R. Covey
Le 7 regole per avere successo, titolo della versione italiana di questo best-seller (nella versione originale “The 7 Habits of Highly Effective People”) rappresenta un metodo, composto appunto da 7 passi che se correttamente applicato permette di rivoluzionare la propria vita, non solo in ambito lavorativo ma in tutti gli aspetti della crescita personale.
È un percorso relativamente semplice ma è obbligatorio “prenderlo sul serio”, applicarlo in maniera precisa e seguirlo per un determinato periodo di tempo, al fine di superare le difficoltà iniziali, per arrivare a sfruttarlo appieno.
Il libro ci spinge ad una riflessione sullo stato attuale della nostra vita, sulle nostre priorità e sul rapporto con gli altri.
Le 7 regole per avere successo insiste molto sul concetto di abitudini e definizione, ed applicazione delle stesse, al fine di ottenere un cambiamento persistente e duraturo.
Il libro è suddiviso in 7 capitoli, (strano eh? 😉 anticipati da una prefazione molto importante e fondamentale da leggere e da applicare prima dell’implementazione del metodo (si, anch’io di solito la salto a piedi uniti, ma stavolta vale la pena di soffermarcisi un po’).
Cosa si dice praticamente in questa premessa?
L’autore insiste sul fatto che per migliorare la propria vita bisogna essere disponibili al cambiamento e che in particolare, è necessario cambiare il modo in cui si vedono ed osservano le cose..
Quindi, seguiamo i suggerimenti dell’autore, verifichiamo la vista o gli occhiali 😉 e buttiamoci nell’analisi delle sette regole:
NOTA: il testo qua sotto rappresenta ciò che mi è rimasto dalla lettura del libro; non è un riassunto dello stesso ed i contenuti dell’opera potrebbero essere interpretati ed elaborati in maniera diversa da un altro lettore…