“Inglese, perfida lingua d’Albione che tanto ci hai fatto impazzire nei nostri trascorsi scolastici, perché torni continuamente a tormentarci?”
Eh sì, l’inglese è la lingua universale per eccellenza e volenti o nolenti, una conoscenza più o meno approfondita della stessa porta spesso ad una evidente differenza non solo nel lavoro e nello studio ma anche nelle nostre passioni ed ovviamente nella crescita personale.
Manteniamo la calma e dedichiamoci ad imparare l’inglese
Lasciando perdere gli aspetti legati ai vantaggi nell’ attività lavorativa (magari non tutti noi abbiamo bisogno dell’inglese per lavoro…), vediamo qualche altro vantaggio minore:
L’evoluzione del sistema GTD di David Allen è stata realizzata dal notissimo blogger Leo Babauta (link), il quale ha creato la metodologia ZTD, modello basato molto di più sulla semplicità, rispetto a “Detto, Fatto!” Di David Allen.
In cosa differisce Zen To Done di Babauta rispetto a GTD? È più improntato ad ottenere una vita Zen? 😉
E’ lo stesso Babauta che risponde:
“Zen to Done (ZTD) è semplicemente un modo che ho sviluppato per affrontare le carenze del GTD, che è grande, ma non è perfetto.
Ho analizzato i motivi per i quali molte persone hanno difficoltà con il GTD, e ho aggiunto i concetti da altri sistemi, come Stephen Covey, per porvi rimedio.”
Zen to done, il libro di Leo Babauta
In sintesi, Babauta per generare Zen to Done ha mescolato sapientemente le parti migliori di:
Ottimizzazione del sistema GTD +
Aggiunta dei concetti più importanti presi dal libro di Stephen Covey
Aggiunta di alcune perle dal libro 4 hour work week (4 ore alla settimana) di Tim Ferriss.
Creando così un sistema che presenta alcune differenze piuttosto importanti rispetto alla metodologia GTD:
Il GTD è un cambiamento epocale da applicare; ZTD si applica in maniera sequenziale, un piccolo passo (o meglio unmillimetro alla volta).
C’è un diverso focus tra i due sistemi; ZTD si concentra sui compiti da eseguire, GTD sugli strumenti per farlo
GTD è super strutturato, ZTD è più libero, più zen, nella struttura e nelle procedure
ZTD ti porta a concentrarti su quello che è importante (v. anche metodo di Eisenhower), GTD ti spinge a portare avanti tutto
Il metodo di Babauta è suddiviso in 10 Habits (abitudini), da implementare in sequenza, lasciando il tempo di “fissarsi” ad ognuno di esse (l’autore parla di circa 30 giorni cadauno):
Il monaco che vendette la sua Ferrari è un opera dello scrittore/formatore/guru Robin Sharma.
Probabilmente il suo libro più noto, è una favola spirituale, utilizzata per spiegare, tramite un semplice racconto, alcuni dei punti fondamentali della crescita personale.
Questa opera racconta la storia dell’avvocato (lo era anche Sharma) Julian Mantle, persona di successo, super impegnato e superficiale che scopre che quella che sta vivendo non è la vita dei suoi desideri.
A metterlo di fronte ad un analisi di coscienza così approfondita è, come spesso succede, un evento improvviso (in questo caso particolare, un infarto) che lo porta a capire cosa è veramente importante nella vita, vendere tutti propri “giocattoli” (anche la Ferrari) del titolo per recarsi sulle montagne dell’Himalaya a studiare le sette virtù dei Saggi di Sivana.
Dopo aver appreso queste regole torna in Occidente, con una missione precisa, quella di diffondere il verbo e per farlo non può fare altro che partire dal suo amico ed ex collega John che ricalca pienamente il Julian Mantle pre-infarto (stress, troppo lavoro, poco tempo per se stesso e per la famiglia, sempre di fretta, mai in relax).
L’incontro porta ad un racconto lungo una notte, in cui Julian Mantle dopo essersi fatto riconoscere dal vecchio amico (ringiovanito e rasserenato, non era stato riconosciuto da John) racconta cosa gli è successo ed i cambiamenti avvenuti dal giorno dell’infarto.
Durante questo racconto Julian Mantle spiega attraverso metafore visuali le sette virtù dei Saggi di Sivana:
I 7 passi principali de Il monaco che vendette la sua Ferrari
TODOIST, la mia scelta per la gestione delle To-Do List!
Una app per la gestione dei compiti come Todoist è un must per chiunque sia interessato alla crescita personale ed alla produttività.
Negli anni ne ho testato tantissime, da Remember the Milk a Wunderlist passando per Google Keep, Any.do, meistertask, simplenote e tanti altri task manager.
Ho utilizzato per tantissimo tempo Wunderlist, per poi mollarla in seguito all’acquisto della stessa da parte di Microsoft, con conseguente possibile chiusura di Wunderlist in favore di una nuova app più connessa all’universo Microsoft, tale To-do.
Per cui nel settembre 2016 sono passato a Todoist ed è stato subito amore….
Todoist, la mia app per la gestione delle liste
Todoist cos’è
È un app/software per la gestione dei compiti. Permette di caricare in diversi modi dei compiti da eseguire, siano essi unici o ricorrenti e di visualizzarli su diverse periferiche (pc, smartphone, tablet etc.).
È stata creata nel 2007 da Amir Salihefendic, è utilizzata attualmente da più di 5 milioni di utenti (dato ufficiale del 2015, praticamente tutta la popolazione della Sicilia 😉
Crescita personale e la produttività, le 16+2 migliori app per agevolare questo processo.
Premesso che esistono milioni di app utilissime per migliorarci nel lavoro, nella vita, nel raggiungimento degli obiettivi e nella crescita personale, molto umilmente in questa breve lista vi elenco quelle che hanno superato con successo la mia “check-list”:
Punti per me tassativi perché un app “produttiva” rimanga sul mio smartphone:
Deve servire quotidianamente o quasi
Dopo averla installata sullo smartphone l’ho utilizzata per almeno 60 giorni (quindi è testata ed utile)
Non deve essere troppo piena di pubblicità (giusto che chi ha fatto l’app possa inserire un po’ di pubblicità, ma non pop-up o cose troppo invasive)
Ecco la lista delle migliori app per la crescita personale e la produttività (secondo me):
La metodologia GTD, Getting Things Done (ottenere le cose fatte), è un sistema teorizzato da David Allen nel proprio ononimo libro (nella versione italiana denominato Detto, fatto! Solamente ononimo del programma di Caterina Balivo, qua non si parla né di ricette né di look;-).
Questo sistema è uno dei più conosciuti a livello di produttività personale, ed il relativo libro ha avuto un successo pazzesco, soprattutto nei primi anni del nuovo millennio, portandolo probabilmente ad essere il libro più conosciuto a livello internazionale riguardo al tema dell’auto organizzazione sul lavoro.
Il libro teorizza un sistema, forse un po’ complicato ma efficace, per gestire tutte le richieste ed i lavori che ci piovono addosso ogni giorno, organizzarle e soprattutto eseguirle.
Vista l’evoluzione nel campo del lavoro e della produttività avvenuta negli ultimi anni, è addirittura un po’ superato, ma rimane comunque una pietra miliare dell’organizzazione e della produttività personale, per cui ritengo sia utile presentare il sistema, il libro e magari anche le complicazioni o avvertenze all’uso.
Come lavorare meglio ed essere più produttivi? Recensione del libro Deep Work di Cal Newport
Cal Newport è un professore associato di computer science alla Georgetown University, relativamente giovane (è nato nel 1982) è molto conosciuto soprattutto al di là dell’oceano per alcune pubblicazioni in ambito crescita personale.
Ho letto circa un anno fa l’estratto di quella che ritengo la sua opera più conosciuta (grazie a Blinkist) prima di decidermi ad acquistare l’e-book su Amazon.
Tra l’altro su Blinkist è presente anche il riassunto di Deep Work.
Nota: questo libro per anni non è stato tradotto in italiano, ma poi, finalmente ECCOLO!
Come lavorare meglio ed essere più produttivi grazie a Deep work
Scopo principale del libro è quello di spingere il lettore ad una consapevolezza del lavoro da affrontare, dando relativa importanza a tutti i segnali che ci disturbano 24 ore al giorno (notifiche, e-mail, messaggi etc.).
Cal Newport in Deep Work spiega molto bene e con esempi ricavati da studi scientifici che è necessario acquisire la capacità di concentrarsi su un unico compito alla volta e di farlo senza distrazioni.
Solo in questo modo sarà possibile lavorare meglio e conseguire risultati di qualità in un tempo impossibile da ottenere se non si presta la necessaria ed indispensabile concentrazione al compito selezionato.
TEMI PRINCIPALI DEL LIBRO E PIETRE MILIARI DEL COME LAVORARE MEGLIO:
Si fa presto a parlare di intelligenza, di averla o non averla e spesso si usa questo termine anche a sproposito. Ad esempio, quando lo si utilizza per valutare una persona, un atteggiamento o un voto scolastico ;-).
In realtà, secondo la comunità scientifica, l’intelligenza è considerata la capacità di una persona (o di una cosa, nel caso di quella artificiale 😉 di affrontare un problema e di trovare una soluzione allo stesso.
4 aree del nostro cervello in cui sono locate le varie forme di intelligenza
I moderni psicologi ritengono che l’intelligenza si possa dividere in 9 differenti categorie: